Virginia e Nick Carter: "e l'ultimo chiuda la porta!"


Se qualcuno mi avesse detto che un giorno mi sarei trovata dalla parte di una famiglia Rom gli avrei riso in faccia, non fosse altro che perché qualche anno fa tre Rom me li sono trovati in casa, a rovistarmi nei cassetti.

Se qualcuno mi avesse raccontato che un giorno avrei provato imbarazzo per la gente di Roma, beh, non gli avrei creduto.
La romanità io ce l'ho nel dna e vi posso assicurare che siamo gente a volte un po' gradassa, ma generosa ed accogliente.

Se un amico mi avesse anticipato che oggi mi sarei trovata a muovere un pur bonario appunto ad un ragazzo d'oro e appassionato come lo è Luigi Di Maio, un uomo di Governo che sta dimostrando con i fatti, non a chiacchiere, di stare dalla parte degli italiani, beh, l'avrei guardato con occhi increduli.

Eppure è quello che mi è accaduto l'altra sera quando mi sono imbattuta in uno dei tanti servizi mandati in onda dai canali TV circa i disordini di Casal Bruciato, quartiere della periferia est di Roma, la mia città.

È stato come ricevere un pugno nello stomaco sentire quell'urlo all'indirizzo della mamma Rom mentre, protetta da alcuni agenti, cercava di guadagnare il portone di quel condominio: "troia ti stupriamo!"

Lo sappiamo bene noi romani, tanti, troppi Rom vivono da decenni ai limiti della legalità se non proprio al di fuori, fuori del vivere civile e non vogliono saperne di abbandonare i campi.
Ma proprio per questo non ha senso che quando una di queste famiglie, questa di Casal Bruciato come l'altra di Torre Maura, ha le carte in regola e mostra rispetto del vivere civile guadagnandosi il diritto ad una casa popolare, un quartiere l'ha respinga, la rifiuti come un corpo estraneo, fomentata sapientemente dagli agitatori di mestiere, quei CasaPound che hanno capito che il momento per loro é propizio e non mancano mai di presidiare ovunque si respiri malessere sociale.
Forse sanno che ora possono contare su un santo in paradiso, un pezzo da novanta, il Ministro degli Interni Matteo Salvini che a parole si proclama paladino della legalità ma che con loro sta chiudendo un occhio, anzi due, e nonostante i tanti solleciti della Sindaca Raggi, li lascia, in barba alle regole, ad occupare abusivamente un immobile al centro di Roma, tolleri che minaccino, impuniti, di stuprare una donna.
Giusto ieri Laura Castelli (M5S) ha detto:
"La cosa peggiore è che la politica di ogni colore in questi anni è stata zitta", e sta lavorando insieme al MEF e al Demanio per lo sgombero dell'immobile, mentre il Ministero dell'Interno sta a guardare.

Questione spinosa quella dei Rom, nessuna Amministrazione romana ci si é voluta impegnare a fondo, ci si mette a rischio di perdere voti con gli "zingari".
Da Rutelli, che i campi Rom negli anni' 90 li aveva creati, a Veltroni e poi Alemanno che i campi/ghetto li hanno spostati da una parte all'altra delle periferie cambiandogli semplicemente nome; gli stessi Sindaci Veltroni e Alemanno che negli anni hanno vilmente lasciato che nelle periferie di Roma si radicassero aree di illegalità impunita e, come se non bastasse, hanno chiuso gli occhi sul "magna magna" dei servizi ai campi (centinaia di milioni l'anno a spese dei contribuenti romani, non caramelle), appalti su cui hanno lucrato a dismisura numerose cooperative, prime fra tutte quelle di Buzzi, il ras di Mafia Capitale.
Questi i principali responsabili del conflitto sociale che oggi divide la Capitale d'Italia sulla questione Rom.

Ora il cerino dei Campi Rom, così come è stato quello dei rifiuti, quando il predecessore della Raggi, l'incapace Marino, si guardò bene dal predisporre un piano B in vista della chiusura della discarica di Malagrotta imposta da una direttiva UE, l'hanno lasciato in mano alla prima Sindaca di Roma, che si é trovata a dover rispondere alle reiterate sollecitazioni della UE, che già da anni imponevano di chiuderli questi campi, ma a cui altri avevano fatto orecchie da mercante.

All'amministrazione Raggi si attaglia perfettamente la frase ricorrente che chiudeva ogni puntata del mitico fumetto di Nick Carter: "e l'ultimo chiuda la porta!"

Ma è bene, cari concittadini romani, che vi fermiate a riflettere: nei campi delle nostre periferie vive da decenni una  popolazione stanziale residente e in netta maggioranza italiana.  Stiamo parlando di poco più di 7.000 persone. Non si possono né cacciare né dematerializzare.
Quindi vi chiedo, é sensato lasciarli nei ghetti ad alimentare sacche di delinquenza o magari, come strombazza Salvini, chiuderli e buttare chi li abita in mezzo alle strade di Roma lasciando che si ricostituiscano, nel migliore dei casi, in campi abusivi? Sarebbe né più né meno che quello che Salvini ha già fatto col decreto sicurezza 1.0 (ora in prossima uscita il 2.0, a puntate): ha buttato fuori gli immigrati irregolari dagli Sprar col risultato che ora bivaccano in mezzo la strada e dei rimpatriati promessi non se ne vede l'ombra.
É questo per voi operare per la sicurezza dei cittadini?
Oppure buon senso vorrebbe, in particolare nel caso dei Rom, visto peraltro il loro numero esiguo, che si  intraprendesse una seria politica di integrazione e polverizzazione sul territorio di questa gente, a cominciare da quelle famiglie che risultano rispettare le regole e invece si usi il pugno duro con coloro che non le rispettano, le regole?

Perché é proprio questo quello che sta facendo la Sindaca Raggi.
Lei è quella che 2 giorni fa  ha tutelato una famiglia Rom che ha le carte in regola per usufruire di una casa popolare (ironia della sorte sulla base di un bando prodotto dalla Giunta di centro destra Alemanno nel 2012), ma é anche quella che per affermare lo stesso principio di legalità e giustizia sociale all'alba di un giorno del novembre scorso ha bussato alla porta di 8 villette abusive al Quadraro costringendo i Casamonica, i ras del quartiere, Rom pure quelli, ad andarsene, e le ha fatte abbattere quelle villette, perché la legge deve essere uguale per tutti.

Non la si doveva lasciare sola, l'unica rappresentate dello Stato presente, ad affrontare, scortata da pochi agenti, un quartiere fomentato da un manipolo di neofascisti!

Mi sarei aspettata anche da parte di Luigi Di Maio una presa di posizione più decisa a sostegno della Sindaca Raggi, invece ho percepito una approccio tiepido da parte sua.  Pur puntualizzando che Virginia Raggi ha fatto bene ad intervenire a difesa di quella famiglia, Luigi ha tenuto a precisare che la legge che regola l'assegnazione delle case popolari va cambiata (come è oggi favorisce le famiglie con più figli, quindi indirettamente quelle Rom).
Tutto vero, ma a mio parere ha perso
l' occasione per affermare che Virginia ha dato a tutti, a cominciare dal "latitante" Salvini, un esempio di coraggio  istituzionale, ha ristabilito il primato della legge e della giustizia sociale sulle spinte antidemocratiche che con proclami dal malcelato sapore autoritario, la Lega sta facendo riemergere nel Paese.

Una rappresentante dello Stato, Virginia Raggi, davanti alla quale molti strombazzanti amministratori della cosa pubblica oggi dovrebbero abbassare gli occhi.

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