Salvini, la Raggi e gli esposti "ad capocchiam"


La conoscete la tecnica delle rapine a 2 dove uno distrae la vittima mentre l'altro gli frega la borsa?
Ecco più o meno é la tecnica che sta usando Salvini per distogliere l'opinione pubblica dal caso Siri, il suo senatore, quello sotto indagine della Procura di Roma per aver intascato tangenti e dalla quale, scava che ti scava, stanno emergendo fatti inediti, insomma più ci vai a fondo più puzza.

( vedi anche https://blogdistelleedintorni.blogspot.com/2019/04/il-cerchio-politico-mafioso-e-il-caso.html?m=1).

E qual'e' l'arma di distrazione di massa individuata dal buon leghista Salvini, per distogliere l'attenzione degli italiani dalle imbarazzanti contiguità di importanti pezzi della Lega con ambienti in odore di mafia?
¢a va sans dire, Virginia Raggi, la Sindaca di Roma.

In queste ore il paraguru Salvini, in chiara difficoltà, sta buttando fango su di lei con un accanimento al limite del patologico.  Con la compiacenza (ma sarebbe più esatto parlare di connivenza), di tutti i talk show televisivi, Roma viene raccontata come un indegno immondezzaio dove scorazzano indisturbate schiere di pantegane, cinghiali in libertà e gabbiani affamati ad altezza d'uomo. Una mia amica che verrà il primo maggio qui a Roma mi ha chiesto se  camminare nelle strade del Centro Storico sarà sicuro per lei e la sua bimba, ma vi rendete conto?.

E come si dice, aiutati che il ciel ti aiuta, e all' "uomo della provvidenza" di verde vestito, manco a farlo apposta, gli cade dal cielo ulteriore manna: ben 2 esposti indirizzati contro la Virginia Raggi.

Un esposto, presentato dall'ex a.d. di AMA Bagnacani, che, udite udite, dopo essere stato rimosso dalla Raggi, denuncia pressioni sul Bilancio 2017 dell'azienda da parte della Sindaca che, a suo dire, lo voleva costringere a chiudere in perdita di esercizio.
Quanto basta al leghista, forse neanche in grado di capire il motivo del contendere, per scatenare i suoi celerini incazzati all'opposizione, nell'assemblea Capitolina, al grido di "Raggi dimettiti".

Ora senza entrare nei dettagli tecnici della questione, la querelle fra il dimissionato Bagnacani e la Raggi verte su un credito di 18 milioni di euro che la controllata AMA ha iscritto in bilancio 2017 nei confronti del suo socio unico Roma Capitale, per maggiori costi sostenuti, afferma, su servizi cimiteriali resi  fra il 2009 e il 2014. il Campidoglio non glieli vuole riconoscere, invitandolo stralciare la partita.
Vai ad approfondire un attimino e scopri che si tratta di costi extra contratto che Ama reclama sulla base di "pezze d'appoggio" ritenute sia dal Collegio sindacale della stessa AMA, che ha espresso parere negativo all'approvazione del Bilancio, che dagli organi tecnici competenti del Campidoglio, inidonee all'esigibilita' del credito.

In barba a tutti questi pareri negativi e nonostante le norme in materia, l'ex A. D. Bagnacani, il credito farlocco non l'ha voluto cancellare, dichiarandosi vittima della Raggi.
Sta cattivona.

Non sarà mica, caro ex amministratore delegato, che con un bilancio in perdita i tuoi premi di produzione te li potevi scordare?
Sarà mica che togliendo il credito "taroccato" verso il Campidoglio, si sarebbero accesi i riflettori sulla tua pessima gestione, mentre la Sindaca avrebbe dovuto metterci una pezza aumentando la Tassa sui rifiuti ai romani?
Oppure volevi mettere una toppa a quel buco di bilancio creato anni addietro per conto di qualcuno che ti ha motivato a passare alla cassa del Campidoglio e così sotterrare una volta per tutte  la magagna?

Ogni ipotesi è legittima, ma bene ha fatto la Raggi, nelle sue conversazioni telefoniche con l'A.D. di AMA (e da questo stranamente registrate ad uso Procura, perché evidentemente già predisponeva la sua vendetta), a ricordargli che
"Devi fare quello che ti diciamo, anche se ti dicono che la luna è piatta", che non é un affermazione intimidatoria, come ce la vogliono spacciare i media, ma la legittima richiesta del socio unico pubblico nei confronti di una controllata o, per usare un inglesismo , di una sua Società "in house", un termine usato in linguaggio tecnico per descrivere una società ad intero controllo pubblico istituita da un ente locale (quale è Roma Capitale) al solo scopo di razionalizzare un servizio reso alla collettività.

Per circa 10 anni ho avuto a che fare con bilanci di enti pubblici e parapubblici e, a mio parere, l'incauto esposto che l'ex a.d. di AMA ha mosso alla Raggi, potrebbe rivelarglisi un boomerang.
Ove la procura confermasse l'inesigibilita' di quei crediti iscritti nel Bilancio Ama, cosa che ritengo abbastanza probabile vista la copiosa presenza di pareri negativi dei dirigenti comunali e dello stesso Collegio Sindacale di AMA, il Bagnacani potrebbe essere accusato di aver voluto forzare la Raggi a dichiarare un falso in atto pubblico, e da accusatore passerebbe sulla poltrona di accusato.

Allora sai le risate, e sai la delusione de'
L'Espresso che, con l'accanimento che gli è proprio quando si tratta dei 5Stelle, proprio oggi ha pubblicato altre rivelazioni "bomba" circa i contenuti delle registrazioni dei colloqui fra la Sindaca e il Bagnacani in mano alla Procura, niente a mio avviso, degno di rilevanza penale per la Sindaca che, anzi, con le sue esternazioni ha dimostrato quanto gli stia a cuore il benessere dei romani e nel contempo, la correttezza amministrativa a che delle controllate capitolina.

Ma si sa, cosa non si fa per risalire la china quando le copie vendute si abbassano vertiginosamente?
Insomma 'sto Fittipaldi, punta di diamante di un Espresso in crisi conclamata, tant'è che il suo guru De Benedetti ne vuol sopprimere l'edizione on line, si atteggia ad Assange de noantri, solo che le "bombe" che pubblica spesso sono miccette, tant' é che fin'ora nessuno é venuto ad arrestarlo.


Ma le fortune del leghista Salvini non vengono da sole, sempre di queste ore la distrazione di massa gli é assicurata dalla notizia fresca fresca che ci riporta di un indagine su la Raggi, quale atto dovuto, scaturita da un altro esposto presentato da certo urbanista Sanvitto, della commissione urbanistica, irritato che l' Assemblea capitolina e la sua commissione non abbiano avuto modo di dire l'ultima parola sul Progetto dello Stadio. L'ipotesi di reato è l'abuso d'ufficio, tanto plausibile che la Procura l'avrebbe già archiviata se non fosse stata invitata dal giudice ad un supplemento d'istruttoria. Supplemento che che si chiuderà con un nulla di fatto, visto che l'Assemblea Capitolina, riguardo il completamento dell'iter di  autorizzazione del progetto Stadio, é stata già da tempo calendarizzata prima dell'estate per consentire a tutte le parti in causa di esprimere le ultime considerazioni.

Insomma, altra carta sprecata per l'ennesimo nulla di fatto, altra farsa mediatica.
Speriamo per Salvini che nel frattempo gli italiani si siano scordati dell'affair Siri, dell'accusa al suo senatore di aver preso tangenti mossagli dalla Procura di Roma, e dei suoi amici in odore di mafia.

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