MELENSA IO? COLPA DI DE ANDRE' (SEMPRE LUI) E DEI 5 STELLE
Mi rimetto un attimo la divisa da bancaria che ho vestito per 40 anni e mi pongo una serie di domande:
ma se si fosse presentato nel mio ufficio un soggetto per aprire un semplice conto corrente; se dalle verifiche preliminari di routine fossero emersi uno solo fra questi elementi:
il soggetto, per interposta persona di famiglia, risultasse aver ottenuto da una banca di San Marino, fino al 2014 presente nella black list italiana dei paradisi fiscali, un mutuo di 585mila euro;
se dalla centrale rischi avessi appreso, dato confermato anche dal notaio rogante del mutuo stesso, che la linea di credito è stato erogata in assenza di garanzie reali (neanche uno straccio di ipoteca), tanto da aver indotto il notaio rogante a segnalare l'operazione all'UIF di Banca d'Italia (l'Unità di Informazione Finanziaria nata con funzioni di contrasto del riciclaggio);
se sotto il profilo della capacità di reddito fosse risultato che il soggetto potesse contare, da ultima dichiarazione dei redditi prima del rogito, sulla esigua cifra di 25mila euro;
se, sempre dalle mie verifiche, a carico di questo soggetto fossero risultati ad abundantiam, un patteggiamento per bancarotta fraudolenta e un pignoramento nel 2011 dell'INPGI, beh, lo avrei accompagnato alla porta, e anche in malomodo, aggiungo.
Elementi, questi, che accomunerebbero questo ipotetico soggetto, almeno a quanto si apprende da un inchiesta di "Report" che andrà in onda stasera in casa RAI, al senatore Armando Siri, ma che non hanno impedito però alla Lega e al suo segretario Salvini, di imporlo in scioltezza nel giugno scorso come sottosegretario ai Trasporti del nuovo Esecutivo.
Anzi oggi, pur vedendoselo, l'Armando, addirittura coinvolto in un inchiesta dell'Antimafia di Palermo e pizzicato dai 5 Stelle a proporre un emendamento "ad capocchiam" per favorire un imprenditore in odore di mafia e lobbista di se stesso, continua a difenderlo e alza le barricate contro l'altro contraente di Governo che comunque tira dritto: con decreto del Presidente del Consiglio Conte, sulla stessa linea dei 5 Stelle, l'Armando Siri, salvo sue salvifiche dimissioni, domani verrà messo alla porta.
La linea di demarcazione etica del capo politico del M5S, Luigi Di Maio, é sempre quella, la stessa che lo ha portato senza fare figli e figliastri, a cacciare un suo uomo, il De Vito, il Vice Presidente della Giunta capitolina, giusto il tempo neanche un ora, per realizzare che era implicato in un indagine di mazzette e corruzione.
Sia Siri come De Vito si difenderanno nei loro processi ove ci dovessero arrivare, questo è l'imprinting politico di Di Maio in questo Governo, ma sotto il profilo etico ed istituzionale ce ne é già abbastanza per metterli fuori dalle stanze dei bottoni.
E ' la prova provata che per lui l'appellativo di "Governo del Cambiamento" é sostanza, non come certa vuota propaganda salviniana.
Oggi praticamente tutti i media o quasi, surrogandosi al ruolo della inconsistente opposizione a questo Esecutivo, nella loro imperitura fedeltà a questi figli partoriti dalla seconda Repubblica che, ne più ne meno, hanno ricalcato le orme della prima, oggi provano a chiamare in correita' i grillini, che con la Lega hanno blindato l'azione di questo Governo a soli punti ben circoscritti di programma.
"Loro sapevano", ripetono fino allo sfinimento i pennivendoli da salotto buono, che il Siri avesse patteggiato con la giustizia una condanna per bancarotta fraudolenta. Addirittura questi signori dalle fantasiose penne si stanno cimentano nell'acrobazia mentale di far emergere le contraddizioni di un Movimento forcaiolo con Siri e strenuo difensore del suo capo politico Salvini nel caso Diciotti. Puerile la loro pretesa di accostare un palese caso dai risvolti giudiziari ed etici (e che risvolti!), con quella che é stata una scelta politica di Governo, condivisibile o meno, fra due forze contraenti.
A lor signori rispondo che lo scopo primario del Movimento, quando dopo le urne di marzo si è trovato catapultato a primo partito d'italia, è stato quello che sottoscrivo e condivido, di perseguire l'opera non più procrastinabile di moralizzazione della Cosa Pubblica, ma per farlo si è reso necessario far salire a bordo un qualunque soggetto politico fosse stato in grado alla data, seggi alla mano, di portare in dote una maggioranza di Governo (zona off limits per il Movimento solo la cloaca berlusconiana di Forza Italia).
Qualunque fosse stato il partner di Governo dei 5 Stelle, Di Maio ne era ben consapevole, avrebbe implicato dei rischi di inquinamento etico, il parterre politico ieri come oggi, non offriva di meglio, e li ha responsabilmente assunti quei rischi, in nome del bene comune.
Non fosse altro che per vedere emanata la legge spazzacorrotti, la prima degna di questo nome mai prodotta da un Governo italiano, questo Governo avrà avuto un senso.
Poco sarebbe cambiato, in termini di moralità istituzionale, se i 5Stelle avessero stretto un accordo con il Pd: oggi ci troveremmo a parlare di un Governo implicato nello scandalo Sanità in Umbria o di uno Zingaretti nel ruolo di Presidente della Regione Lazio e segretario del partito, indagato per finanziamento illecito, per dirne solo 2 recenti. E non sarebbero bastati a soffocare tutta 'sta roba i pasdaran mainstream filo piddini.
Fa indignare che é lo stesso Pd che oggi dai banchi dell'opposizione, sulla vicenda Siri, con quella che non può che essere definita una gran faccia da culo, recita la parte della vergine violata. La stessa che avrebbe mosso una lega&Co., ove fosse stata relegata ai banchi dell'opposizione e con scheletri nell'armadio il cui più innoquo pesa 49 milioni di euro sottratti ai contribuenti italiani, a rivendicare la sua di verginità politica (!).
Spero soltanto che davanti a questo indegno teatrino che una volta ancora ci offre l'ancien regime della politica nostrana, le persone, i cittadini italiani di buona volontà aprano gli occhi, sappiano cogliere che l'unico elemento nuovo, qualificante e di speranza, per il rinnovo della classe politica italiana, è quello dei 5 Stelle. E che lo tengano a mente già dal prossimo 26 maggio, quando noi europei saremo chiamati a votare un nuovo Parlamento comune, che ci si augura abbia più poteri rispetto a Commissioni debordanti e, alla prova dei numeri, fallite come quelle di cui hanno finora dato triste prova di sé a Bruxelles.
Il Movimento non é esente da aree di miglioramento, tutt'altro, ha ancora molta strada da fare sotto il profilo dell'Organizzazione e della Comunicazione, altri casi "De Vito" potranno presentarsi all'orizzonte, ma il metterli immediatamente alla porta continuerà a qualificarne e distinguerne il profilo morale.
Ma c'è di più, la forza propulsiva di rinascita che portano con sé i 5 Stelle non si esaurisce con l'aver innalzato l'indice etico delle aule parlamentari, a dispetto di quanti li vogliono relegare nel limbo degli incapaci, la loro azione di Governo, spingendosi oltre gli ottusi limiti strutturali UE imposti, sta riconsegnando alle famiglie italiane una piccola scintilla di speranza nel proprio futuro, ponendo nuove basi da cui l'Italia può concretamente ripartire.
Nessun attacco pretestuoso e mistificatore riuscirà a soffocare il fatto incontrovertibile che i 5Stelle rimangono l'unico vero germe di rinascita insinuatosi, grazie ad un moto spontaneo partito da pacifiche piazze, nelle istituzioni del nostro Paese .
A volte accade, non ho timore di apparire melensa, lo diceva un mai dimenticato Fabrizio De André che spesso cito nei miei pensieri in libertà: a volte, non sempre, ma può accadere, che "dal letame nascono i fior".



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