Assange : la verità vi fa male lo so
È proprio il caso, parlando di Assange, di parafrasare le parole di questa famosa canzonetta degli anni '60.
Se mai ce ne fosse bisogno il suo caso testimonia ancora una volta, a poche ore dal suo arresto, che il giornalismo italiano e non solo, salvo rarissime eccezioni, sta dalla parte dei potenti, di chi lo foraggia per diffondere le sue verità, non dalla parte della realtà dei fatti, quella che dovrebbe costituire la mission di ogni buon giornalista.
Un esempio scomodo quello che l'australiano, divulgando documenti confidenziali di interesse pubblico, dalle elezioni statunitensi a Google, alla guerra, alle armi ed al petrolio, ha restituito all'opinione pubblica.
Altrimenti non si spiegherebbe perché non ci sia stata alcuna presa di posizione da parte della Federazione Internazionale dei giornalisti, quella che più di tutti avrebbe dovuto sentirsi toccata dal trattamento brutale e fuori da ogni regola di diritto internazionale che il Governo inglese, con la complicità ignobile del Presidente dell'Ecuador, ha riservato al giornalista Assange, catturato con modalità degne di quelle di un pericoloso terrorista.
Due Governi in combutta, ben contenti di raggiungere un doppio risultato: rendere un favore agli USA che premono per la sua estradizione (lo odiano non fosse altro che perché Assange ha pubblicato su WikiLeaks documenti top secret che
provano i crimini di guerra commessi dagli americani in Iraq e Afghanistan), e nel contempo levarsi di torno un personaggio scomodo.
Del resto va da sé, chi ti rovista nell'armadio é tuo nemico, sempre e comunque, e se non ti ha rovistato fin'ora potrebbe farlo domani.
E quale di questi due governi, sepolcri imbiancati, non ce l'ha uno scheletro nell'armadio?
Ecco quindi che nessuna meraviglia dovrebbe coglierci sfogliando i giornali nostrani in queste ore, dove si leggono commenti se non titoli, che pure quando non apertamente ostili ad Assange, danno l'idea di prenderne comunque le distanze.
In queste ore leggo, ad esempio, commenti del seguente tenore:
Il Giornale :
"ladro e spia non eroe"
La Stampa :
non un santo, non un eroe, non un giornalista... "
La Repubblica :
" da eroe a sicario digitale... "
Il Foglio:
"gli errori di chi lo sostiene (e dei 5Stelle)"
e te pareva...
Peraltro rifletto e mi chiedo: quanto l'attività di pirateria informatica che per interposta persona ha consentito ad Assange di accedere a documenti riservati della Difesa Usa (é questa l'accusa per cui oggi in USA rischia il processo), sono distanti dalle regole deontologiche di un buon giornalista?
Quanto si differenzia questo caso da quelli a cui assistiamo quando, nel sempre più raro vero giornalismo d'inchiesta, ci ritroviamo a leggere i contenuti di intercettazioni in ambito giudiziario, spesso coperti da segreto istruttorio? Mi si dirà che per giungere ad essi é stato commesso un reato; ebbene, avete mai visto qualche giornalista trascinato a forza in carcere per questo?
Cosa differenzia i contenuti pubblicati da Assange sul noto sito della no-profit Wikileaks (dall'inglese letteralmente: fuga di notizie), organizzazione da lui stesso fondata, da quelli che reperiscono i giornalisti di tutto il mondo attraverso le loro fonti spesso in violazione di segreto?
Fonti su cui peraltro ogni giornalista è tenuto a mantenere il riserbo sia ai sensi delle regole dettate dall'ordine dei Giornalisti, che di quelle penali (per l'Italia vale l'art. 622 c.p.).
Quando si parla di libera informazione la legislatura del mondo occidentale mette sempre al primo posto l’interesse generale alla divulgazione dei documenti, anche laddove la loro provenienza sia illecita.
Principio sancito anche in sede di Corte Europea, ma che sembra non valere quando si parla del giornalista Julian Assange, che in queste ore uno stato dell'evoluto occidente sembra intenzionato a consegnare ai tribunali americani, con esiti ad oggi del tutto imprevedibili, pena di morte inclusa.
In realtà temo che il reato per il quale i Governi di mezzo pianeta vogliano punire Assange sia quello, gravissimo ai loro occhi, di aver divulgato la verità e niente altro che la verità.
Un eresia, in tempi di mistificazione elevata a sistema.
Oggi la testata de La Stampa riporta di un intervista alla democratica Hillary Clinton, ex segretario di Stato USA, nella quale ha affermato che con la pubblicazione delle migliaia di mail e documenti che la riguardavano, "Assange ha messo in pericolo vite umane”.
Forse sarebbe stato più corretto che Hillary dicesse che l'unica cosa che ha messo in pericolo la pubblicazione di quelle mail, che hanno reso edotti gli elettori americani di imbarazzanti retroscena, è stata la sua campagna elettorale a Presidente degli Stati Uniti, tant'è che l'ha persa.


Nell'epoca delle mistificazioni in politica (specie italiana), chi esce dal "Sistema" subisce l'ostracismo e, se possibile,il "Crucifige" degli allineati.
RispondiEliminaDi allineati (ovvero di meschinelli profittatori) ce n'è a sbafo, idem di mistificatori.
Quindi non ci stupiamo nè della sorte di quella donna coraggiosa che si è rifiutata di sottostare alle imposizioni ricevute dall'alto (?) in quel verminaio di scandalo umbro, e per questo penalizzata; nè ci meravigliamo delle ritorsioni su Assange .
Se questo è il vero momento del CAMBIAMENTO, proviamo a farla noi , cittadini onesti e dotati di capacità critica sana, LA DIFFERENZA.
Il web va difeso con unghie e con denti : è la nostra voce ! Partiamo all'attacco !
Anna, hai colto in pieno il perché del nostro esserci in Rete, cittadini che vogliono cercarsela loro la verità non quella preconfezionata con cui ci intortano i media.
RispondiEliminaUn bacio
JT's Casino, Hotel & Spa Announces Rebranding | KLAR
RispondiEliminaJT's 안산 출장마사지 Casino & Hotel & 김제 출장안마 Spa is officially rebranded as JT. Casino in May 대전광역 출장안마 with new names and updated 태백 출장샵 branding. 군포 출장샵